Florovivaisti Italiani-Cia: «Serve gradualità su taglio fitofarmaci e subito la legge nazionale»

Questi i punti chiave emersi durante il convegno organizzato dall’associazione a Roma, all’Auditorium Giuseppe Avolio. Appello anche agli under 40 giovani per conoscere le potenzialità del florovivaismo

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Panoramica della sala del Convegno presso l’Auditorium Giuseppe Avolio di Roma

 

Un settore strategico dell’agricoltura Made in Italy non solo dal punto di vista economico, ma anche della sostenibilità. Questa è la visione del florovivaismo emersa durante il convegno organizzato dall’associazione Florovivaisti Italiani di Cia-Confederazione Italiana Agricoltori a Roma, all’Auditorium Giuseppe Avolio.

I partecipanti hanno sottolineato come il settore florovivaistico italiano continui a crescere, nonostante le difficoltà dovute al rincaro dei costi di energia e materie prime, i danni causati dagli eventi estremi e le emergenze fitosanitarie. Oggi vale 3,1 miliardi di Euro, il 15% dell’intera produzione europea, conta 200 mila addetti, 24 mila imprese e 30 mila ettari di terreno coltivati a piante e fiori.

L’Unione Europea ha posto tra i suoi obiettivi quello di piantare fino a 3 miliardi di alberi entro il 2030, come parte fondamentale della soluzione al problema dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità. Dunque il comparto può svilupparsi ulteriormente in questa fase di transizione ecologica.

«Serve però un appoggio chiaro dalle istituzioni, a casa e in Europa», ha dichiarato il presidente nazionale dei Florovivaisti Italiani, Aldo Alberto. «In un momento chiave come questo, insomma, è necessario, da un lato, che la UE accolga le richieste agricole di promuovere una politica più graduale, realista e gestibile sulla riduzione dei fitofarmaci al 2030, anche per permettere il contrasto immediato delle nuove avversità; dall’altro, è fondamentale non demonizzare fattori di produzione imprescindibili per l’ortofloricoltura, come la torba, così come riuscire finalmente ad avere, dopo tanti tentennamenti, una legge quadro nazionale di riferimento che valorizzi il settore, soprattutto adesso che il Cdm ha approvato, in esame definitivo, il ddl di delega al Governo in materia».

Sullalegge per il florovivaismo, è intervenuto anche il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini: «Al florovivaismo italiano occorre una legge che qualifiche il ruolo, caratterizzi i diversi attori della filiera, garantisca certezza di norme e risorse adeguate per rinnovare le aziende e renderle pienamente sostenibili sia economicamente che ambientalmente, nonché per consentire loro di svolgere il ruolo sociale necessario».

 


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