MiPAAF nella bufera: 11 arresti per tangenti

 

Corruzione e turbativa d'asta, coinvolti 37 tra dirigenti e funzionari pubblici del ministero dell'Agricoltura e imprenditori per reati contro la pubblica amministrazione nell'ambito dell'inchiesta delle fiamme gialle sull'operazione "Centurione": 32 milioni di Euro di contributi pubblici assegnati con appalti pilotati

 

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12 Dicembre 2012 - I finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato ieri mattina 11 persone tra dirigenti, funzionari pubblici del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF) ed imprenditori sulla base di accuse di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, di turbata libertà degli incanti e di turbata libertà nella scelta del contraente. Per le stesse ipotesi di reato sono indagate nel complesso 37 persone, tra cui 13 dirigenti e funzionari pubblici.

Contestualmente è stato eseguito nei confronti degli indagati il sequestro preventivo per “equivalente” di denaro e beni per un valore di oltre 22 milioni di Euro. Ammontano invece a 32 milioni di Euro i contributi statali illecitamente percepiti da alcuni imprenditori grazie alla corruzione dei funzionari del MIPAAF.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale e coordinate dal Procuratore aggiunto Nello Rossi e dal sostituto procuratore Stefano Fava, hanno consentito di accertare un diffuso sistema corruttivo radicato nell’ambito del MiPAAF, posto in essere sistematicamente e con modalità seriali in occasione di erogazioni di denaro pubblico. In pratica, i dirigenti e i funzionari del Ministero coinvolti nelle indagini si accordavano di volta in volta con alcuni imprenditori per l’erogazione di contributi e finanziamenti pubblici, per la stipula di contratti o l’aggiudicazione di gare pubbliche in regime di favore (anche attraverso la predisposizione o la partecipazione pilotata ad alcuni bandi di gara), ricevendo compensi corruttivi di varia natura come controprestazione dell’attività illecita svolta.

In cambio i dirigenti e i funzionari del MiPAAF hanno ottenuto somme di denaro in contanti ed indebiti vantaggi patrimoniali tra cui vacanze pagate all’estero (Stati Uniti e Francia), soggiorni presso lussuosi resort e centri benessere in Italia, stage e promesse di posti di lavoro per parenti, amici e amanti, generi alimentari, oggetti di arredo di elevato valore ecc.

Ma vi è più: i dipendenti del MiPAAF si erano accordati per “turnare” i vantaggi corruttivi. Infatti, laddove la misura ridotta del finanziamento pubblico non consentiva la retribuzione di tutti i pubblici ufficiali coinvolti, l’imprenditore provvedeva a soddisfare la richiesta di uno solo di essi con la certezza, per gli altri, di essere a loro volta soddisfatti alla prima utile occasione.

Attraverso questo sistema gli imprenditori coinvolti sono riusciti, dal marzo 2007 al maggio 2011, ad aggiudicarsi 32 milioni di Euro di finanziamenti pubblici, per lo più relativi al finanziamento di iniziative di informazione e di comunicazione per la valorizzazione delle produzioni agricole nazionali, per la tutela della salute dei consumatori, per l’educazione alimentare e per le altre attività di interesse sociale.

Tra i soggetti coinvolti anche Giuseppe Ambrosio, soprannominato il "Centurione” (da cui il nome dell’operazione), attuale dirigente generale del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura, che in passato aveva rivestito l’incarico di Capo di Gabinetto di due ministri dell'Agricoltura, Luca Zaia e Giancarlo Galan, tratto in arresto ieri mattina unitamente alla moglie ed a persona di “fiducia”, entrambi dipendenti MiPAAF. Per l’alto dirigente l’accusa non è soltanto quella di avere favorito, dietro compenso, alcuni imprenditori ma anche di avere cooperato alla concessione di contributi pubblici in favore del Comune di Maratea (PZ) e di Todi (PG), rispettivamente per € 63.500 e € 125.000, ricevendo in cambio l’omessa vigilanza edilizia da parte dei soggetti preposti su alcune opere realizzate abusivamente nelle ville di proprietà. Ville per la cui realizzazione il funzionario ha impiegato risorse per € 1.273.000, non coerenti con il proprio reddito familiare.

Partendo da questi elementi le Fiamme Gialle hanno ricostruito puntualmente i redditi ed il patrimonio dei due coniugi, dal 1993 al 2008, accertando una sproporzione di oltre 925.000 euro tra entrate e uscite.

Le evidenze probatorie raccolte hanno portato il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma all’emissione di 11 ordinanze di custodia cautelare, delle quali 6 in carcere e 5 agli arresti domiciliari.

 


 

 

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