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milano giardino triennale Bagni Misteriosi Giorgio De Chirico min

 

Milano, il giardino della Triennale

rinasce con un progetto di Orticola

 

Filippo Pizzoni firma il nuovo disegno: una quinta verde farà da sfondo alle installazioni e alle opere presenti, tra cui i "Bagni misteriosi" di Giorgio De Chirico

 

Il giardino della Triennale di Milano non è solo un piacevole spazio esterno che incornicia il Palazzo dell’Arte, ma è parte integrante del sistema museale. Difatti ospita a sua volta opere di grande valore, come i "Bagni misteriosi" di Giorgio de Chirico, e un’importante collezione di installazioni che arricchiscono l’offerta culturale della Triennale stessa.

In ragione di queste considerazioni è maturata l’idea di valorizzare lo spazio verde mediante un intervento di ammodernamento. Per una prima esplorazione è stato scelto di affidarsi a Orticola di Lombardia, che vanta una tradizione lunga 150 anni e dal 1996 promuove la mostra-mercato di fiori e piante che si svolge ai Giardini Pubblici Indro Montanelli di Milano nel secondo fine settimana di maggio, mentre per il perfezionamento del progetto ci si è rivolti all’architetto paesaggista nonché storico del giardino Filippo Pizzoni.

Lo scopo è quello di dare maggior risalto alle installazioni e sottolineare lo spazio e la sua particolare forma ad anfiteatro. Si prevede di creare uno sfondo che sottolinei il valore delle opere presenti e che al contempo definisca il giardino rispetto al parco circostante, oltre la cancellata.

Come è spiegato in comunicato di Orticola Lombardia, la quinta scenica si comporrà «di otto aiuole, dal carattere monospecifico e molto definito, da ottenersi con piante cosiddette “architettoniche” che, come installazioni “vive”, si allineano al perimetro del giardino, insinuandosi direttamente nello spazio interno per dialogare con le installazioni e con gli alberi».

Il progetto, curato da Filippo Pizzoni con la collaborazione di Susanna Magistretti, responsabile di Cascina Bollate, il vivaio del Carcere di Bollate, e Andrea D’Ascola con Alberto Corti Giardiniere, prevede la piantagione, nelle otto aiuole, di erbacee perenni e graminacee: acanto (Acanthus mollis, A. spinosus), bergenia (Bergenia ‘Eric Smith’), carice (Carex pendula) e calamagrostis (Calamagrostis x acutiflora ‘Karl Foerster’). Si è scelto di impiegare piante che, oltre ad adattarsi alle condizioni del luogo, non richiedono particolare apporto d’acqua, nel rispetto del risparmio energetico e di un generale approccio sostenibile.

 


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