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autobus madrid giardini pensili inquinamento verde min

 

Prati sui tetti dei bus:

anche così si combatte lo smog

 

Un veicolo contro l’inquinamento. Sembra un paradosso, ma a Madrid e New York si tenta di migliorare l’aria anche grazie ai giardini pensili su quattro ruote

 

Negli ultimi decenni la pessima qualità dell’aria che respiriamo si è trasformata in una malattia cronica che non accenna a placarsi e che ha contagiato tutte le maggiori città del globo. Ovunque ci si ingegna per arginare il problema. Tra le risposte più originali figura quella architettata a Madrid con il progetto "Muovéte en verde" che prevede l’installazione di giardini pensili sui tetti degli autobus urbani.

La singolare iniziativa è partita in via sperimentale sulle linee 27 e 34 che transitano nei quartieri a più alta quantità di inquinamento, ma presto potrebbe essere estesa a tutta la città. 

Secondo gli ideatori, i giardini pensili a quattro ruote contribuiscono a ridurre le concentrazioni di CO2 e di polveri sottili. Inoltre il prato sul tetto abbassa la temperatura interna dell’autobus, che in tale modo richiede meno energia per essere raffrescato. Gli stessi condizionatori d’aria, comunque presenti, con i loro scarichi forniscono l’acqua per l’irrigazione. Il costo per l’installazione del prato antismog – ha fatto sapere la Fundación Cotec che ha sviluppato il progetto – è di 2.500 Euro a veicolo.

L’esperimento in atto a Madrid però non costituisce una novità assoluta: difatti già da quattro anni a New York lo stessa sistema è stato adottato su alcuni mezzi pubblici della rete MTA. Il progetto, denominato "Bus Roots", mira a fornire alla metropoli una superficie verde di quasi 15 ettari sfruttando il tetto dei 4.500 bus circolanti.

Michele Mauri

 


Michele Mauri

Scrivere è il mio mestiere da trent’anni, ma ho ancora molto da imparare. Collaboro con diverse testate e ho pubblicato saggi, guide naturalistiche e un romanzo. Amo gli alberi e i giardini poco pettinati. Credo nel potere del verde come antidoto al brutto e non vorrei mai rinunciare alla gioia di correre a perdifiato in un bosco.

 

 >> La redazione de Il Floricultore <<

       

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