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Piante ornamentali in viaggio: stress simulato nei laboratori di Pescia con il progetto In.Tra.Viva.

Aceri, cipressi, ligustri, viburni e nandine sono stati "stivati" nei frigoriferi di Crea Off per sperimentare soluzioni innovative e migliorare la qualità e l’efficienza del trasporto di piante da vivaio

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Il team dei ricercatori del progetto di ricerca per l’Innovazione nei trasporti nel vivaismo

 

Vi abbiamo già parlato di In.Tra.Viva. (Innovazioni tecnologiche e di processo nella fase post produzione di confezionamento e Trasporto dei prodotti Vivaistici), un gruppo di aziende vivaistiche, Enti di ricerca e università – con capofila Impresa Verde-Coldiretti Pistoia – creato nell’ambito del Piano di sviluppo rurale di Regione Toscana. Tra gli scopi del progetto c’è quello di ricercare costanti miglioramenti per ridurre lo stress dei vegetali durante il trasporto.

È proprio con questo scopo che sono state condotte diverse sperimentazioni nel distretto vivaistico pistoiese. Vari esemplari di aceri, cipressi, ligustri, viburni e nandine sono stati "stivati" in frigorifero nel laboratorio di Crea Off di Pescia (PT) e ‘trattati’ in modo differenziato per riprodurre le condizioni nelle quali si trovano durante la fase di trasporto, in modo da verificare la gestione ottimale specie per specie. Le piante sono state monitorate con sensori che hanno segnalato il grado di sofferenza. In particolare è stata rilevata la presenza di sostanze volatili che agiscono come "sentinella" dello stress patito. Da tutti i campioni sono state anche prelevate foglie per effettuare specifiche analisi al fine di valutare come ciascuna specie reagisce alla conservazione per due o sei settimane al buio e senza acqua.

«Le piante sono state "stivate" quando erano in piena attività vegetativa», ha spiegato Coldiretti Pistoia, «quindi più sensibili agli scompensi di umidità, temperatura e luce. È proprio in questo momento della primavera che avviene la maggior parte delle consegne di piante ornamentali da Pistoia a tutto il mondo. Ridurre al minimo i danni durante il trasporto, e di conseguenza i costi, è essenziale e qualificante per i nostri produttori. Le varie tecniche che si stanno sperimentando promettono bene».

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I rilievi e le analisi sono stati effettuati ad intervalli prestabiliti dai ricercatori del Centro di ricerca Orticoltura e Florovivaismo di Pescia, dalla Scuola Superiore Sant’Anna, dal Dipartimento per l’Innovazione dei Sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali dell’Università della Tuscia. Altri partner scientifici di In.Tra.Viva. sono il Polo Universitario Sistemi Logistici di Livorno e il Centro di servizi dell’Università di Pisa, PackLAB, laboratorio di Food Packaging dell’Università degli Studi di Milano. Ora sono in corso gli studi sui dati ottenuti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 


 

       

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