Negozi di fiori come SPA per il benessere dello spirito

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Osservare passivamente i fiori e le piante è un atteggiamento mentale liberatorio. Una buona pausa, anche se breve, ci allontana dai pensieri opprimenti

 

di Anny Pellecchia

 

I negozi di fiori e piante stanno diventando sempre di più una pausa di benessere per i cittadini stressati del nostro tempo. La parola d’ordine a cui obbediamo quotidianamente è “attivismo”.

L’uomo attivo è l’uomo di successo, tenuto in alta considerazione dalla comunità. Il nostro quotidiano si è trasformato praticamente in una corsa continua. Mancava solo la crisi economica a rincarare la dose di sforzi per una vita dignitosa. Mantenere l’equilibrio, sul pericoloso “filo del rasoio” inizia a diventare sempre più difficile.

All’adeguamento dei modelli esterni si contrappone, senza pietà, un sottile stato di inquietudine che scorre silenziosamente nella nostra mente. Eccoli entrare nel negozio, gli “automi” del nostro secolo, entrano senza accorgersene e so già che non compreranno nulla. Diceva F. Nietzche che: «C’è più ragione nel tuo corpo che non nella tua migliore esperienza».

Hanno varcato la soglia del negozio perché il richiamo del mondo vegetale, intimamente presente in ogni essere umano, li ha chiamati. Il corpo si è fermato nella magia di ombre e di luci, di forme perfette e di colori e chiaroscuri, e di fragranza dei fiori che non sono altro che un appiglio alla vita. Un momento di sosta, di riflessione, di distensione. Eh, già. Oggi se rallentiamo ci sentiamo in dovere di scusarci con le persone che ci circondano; la “passività sana” – se così la vogliamo chiamare – è un modo di vivere che, come il peccato originale, ci portiamo dentro dalla nascita. Perché non riusciamo a vederlo come un ozio creativo?

Osservare passivamente i fiori e le piante è un atteggiamento mentale liberatorio. Una buona pausa, anche se breve, ci allontana dai pensieri opprimenti.

Un avvocato una volta mi disse: «Che paradiso qui dentro! Fuori ci sono i caimani che mi aspettano» e, ancora in un’altra occasione, una donna, assorta tra le rose, si sfogò dicendomi: «Non posso ribellarmi, devo andare sempre avanti, come la ruota di un mulino che non può smettere di girare».

Non immaginavo che un negozio di fiori potesse aiutare tanto le persone: medici, avvocati, commercialisti, commessi, casalinghe ecc. vengono a ricaricarsi per ritornare ad affrontare, con capacità accresciute, gli stress che li attendono nelle lore “battaglie” quotidiane.

Ed io ogni volta, prima che escano dal negozio, porgo loro il nostro biglietto da visita: «Consegniamo a domicilio, non faccia mancare i fiori nella sua vita!». Trasalgono dal loro stato di catarsi: «Grazie molto gentile», mi rispondono, e mentre si avviano verso l’uscita, si girano: «A che ora chiudete?». Li aspetterò come un fedele “cane pastore”. Torneranno, prima di ritirarsi a casa e compreranno qualcosa: una piantina, un bouquet ecc.

Penso: sono salvi, la manualità rilassa, prendersi cura del proprio piccolo mondo vegetale crea una condizione ottimale per ascoltare e riflettere su tutto ciò che l’animo suggerisce.

Dentro ognuno di noi c’è un mare illimitato e incommensurabile, l’anima si svolge come un fiore dagli innumerevoli petali. Peccato non ricordarsene!

[Tratto da IL FLORICULTORE, Novembre 2009]

Anny Pellecchia

>> Cresciuta nello storico negozio di fiori di famiglia a Salerno e in un giardino incantato realizzato da mio padre Ugo Pellecchia non potevo che continuare la tradizione e scrivere le mie "Riflessioni tra i fiori" per Il Floricultore. Perché il mondo del verde ha sempre qualcosa da raccontare!

       

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