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Ulivi secolari Assisi-Spoleto candidati

a Patrimonio agricolo di rilevanza mondiale

 

Insieme alle colline vitate del Soave, in Veneto, potrebbero entrare – primi siti italiani – nella lista dei paesaggi rurali Fao-Giahs

 

Gli ulivi secolari della fascia pedemontana tra Assisi e Spoleto sono stati ufficialmente candidati all’ingresso nella lista dei siti “Patrimonio agricolo di rilevanza mondiale” della Fao, l’agenzia delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l’Alimentazione, e del Global Important Agricolture Heritage Systems (Giahs).

L’annuncio è stato dato dal vice ministro delle Politiche agricole Andrea Olivero, intervenuto alla cerimonia di premiazione di quattordici nuovi paesaggi rurali riconosciuti da Fao-Giahs in otto Paesi: Cina, Egitto, Giappone, Repubblica di Corea, Messico, Portogallo, Spagna e Sri Lanka.

I siti individuati come Sistemi del Patrimonio agricolo di rilevanza globale sono diventati così 50 in 20 Paesi. Gli ulivi umbri, con le colline vitate del Soave (Soave Vineyards), sono le prime candidature italiane.

La fascia olivata Assisi-Spoleto è una delle aree agricole più suggestive del centro-Italia: si estende su una superficie di 6.142 ettari e vi sono coltivate circa 240 mila piante. Complessivamente l’Umbria vanta 27.000 ettari di oliveto sui quali allignano 7.500.000 ulivi, il cui prodotto è lavorato in 250 frantoi.

Per l’ingresso nel programma Fao-Giahs occorre superare una valutazione che tiene conto di cinque parametri: biodiversità agricola, sistema di conoscenze e tradizioni locali, insieme di valori condivisi, sostentamento economico della popolazione e caratteristiche peculiari e uniche del paesaggio in esame. È atteso un sopralluogo di esperti inviati dalla Fao per valutare sul campo le potenzialità agro-alimentari del territorio umbro candidato.

Michele Mauri

Scrivere è il mio mestiere da trent’anni, ma ho ancora molto da imparare. Collaboro con diverse testate e ho pubblicato saggi, guide naturalistiche e un romanzo. Amo gli alberi e i giardini poco pettinati. Credo nel potere del verde come antidoto al brutto e non vorrei mai rinunciare alla gioia di correre a perdifiato in un bosco.

 

 >> La redazione de Il Floricultore <<

       

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