Gli insetti utili “parlano”, le piante “ascoltano”

Un progetto internazionale guidato dall’Università di Torino e finanziato da Human Frontiers Science Program indaga l’universo della comunicazione tra vegetali e insetti impollinatori da una prospettiva completamente nuova

tb insetti utili ape fiori foto copyright Il Floricultore Agrital Editrice min

 

Occorre dire la verità. Alcune teorie affascinanti ma eccentriche hanno generato qualche scetticismo attorno al tema della comunicazione e dell’espressività vegetale. Non sappiamo con certezza se le piante crescono meglio quando parliamo a loro o se apprezzano davvero la musica di Mozart. Tuttavia la ricerca Good Vibes: how do plants recognise and respond to pollinator vibroacoustic signals? finanziata da Human Frontiers Science Program riscuote il nostro interesse.

Di cosa si tratta? Lo studio internazionale, guidato da due ricercatori dell’Università di Torino, Francesca Barbero e Luca P. Casacci, docenti presso il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, vuole fare chiarezza sui meccanismi molecolari e fisiologici delle risposte fornite dalle piante ai segnali vibroacustici emessi dagli insetti. Come modello di studio saranno usati le bocche di leone (Antirrhinum spp.) e gli insetti che ne visitano i loro fiori.

L’ipotesi principale che i ricercatori vogliono analizzare è se le piante siano in grado di discriminare gli insetti visitatori sulla base della loro “firma acustica” e conseguentemente di reagire con risposte idonee a incrementare l’attrattività e la fedeltà soltanto nel caso in cui siano avvicinate da impollinatori efficienti piuttosto che da altri interessati soltanto al nettare ma non intenzionati a contribuire al trasferimento del polline e dunque al potenziale riproduttivo.

Good Vibes si avvarrà di un approccio multidisciplinare che combina etologia, bioacustica, biologia vegetale, biologia molecolare, ingegneria, fisica e modellistica. In tale modo cercherà di colmare le lacune nella conoscenza delle dinamiche comunicative fra pianta e impollinatori affrontandone lo studio da una prospettiva completamente nuova.

Il progetto coinvolgerà tre unità: Insect-Behaviour Unit guidata da Francesca Barbero (Università di Torino, Italia), Engineering-Modelling Unitguidata da Sebastian Oberst (University of Technology Sydney, Australia) e Plant-Physiology Unit guidata da J. Tomás Matus, ricercatore del programma Ramon y Cajal (Università di Valencia, Spagna) presso I2SysBio (UV-CSIC). Il finanziamento di Human Frontier Science Program Organization (HFSPO) al progetto Good Vibes ammonta a 1.140.000 dollari e avrà una durata di tre anni.

 

 


 

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