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Il biglietto misterioso

 

Ovvero, come ti metto in crisi il fiorista

 

di Anny Pellecchia

 

Vi è mai capitato nel vostro negozio di dover recapitare un omaggio floreale accompagnato da un biglietto senza firma? Beh! Non fatelo mai, perché nel novanta per cento dei casi non sarà gradito dal destinatario (o destinataria) e vi troverete, senza volerlo, tra l’incudine e il martello. Esempio, squillo telefonico:

– «Ho ricevuto dei fiori accompagnati da un biglietto del suo negozio. Non c’è firma, può dirmi chi è stato?» (Naturalmente nei negozi di fiori tantissime persone compilano biglietti che seguono merce da consegnare e gli addetti ai lavori certo non sbirciano all’interno delle buste). – «Sinceramente, signora non ricordo. Oggi è entrata tanta gente in negozio».

– «Lei deve dirmelo, ho un detective a mio servizio perché qualcuno mi perseguita! Se non me lo dice la denuncio!»

Altre possibili domande e varianti:

– «Può dirmi se era alto, bruno, con pancetta?»

– «Si ricorda se era di media altezza, bruno, sui trent’anni?»

– «È sicuro che non era alto, biondo con occhi azzurri?»...

– «Era una persona vestita in giacca e cravatta, in tuta sportiva, aveva un cappello marroncino!!!!».

A ciascuna domanda la fiorista vorrebbe rispondere: «Certo! E aveva anche il cavallo bianco!!!».

A noi, nel nostro negozio, è capitato anche che un marito, mandati i fiori senza biglietto né firma, il giorno seguente ci ha aggredito, accusandoci di non aver effettuato la consegna… Così, messa la moglie alle strette, si scopre che la consorte, per non far ingelosire il marito, nasconda i fiori con le prove della sua infedeltà alla vista di lui… Apriti cielo!

Oppure, squilla il telefono: «Venite immediatamente a riprendervi questi fiori. Non so chi li manda e non li voglio!». Il fattorino (con molta pazienza) ritorna dal cliente e la donna furibonda scaraventa il fascio addosso al malcapitato fattorino, capro espiatorio di una malefatta di qualcun altro!

Anche se non aveva firmato, il fatidico “uomo smascherato” era meglio che comprasse qualcosa per sé, magari un cactus!

Potrei continuare all’infinito, consiglio comunque di non accettare mai nel vostro negozio di mandare rose rosse la prima volta ad una donna per un pensiero galante, ma un bouquet più dolce, meno aggressivo, con biglietto gentile completo di firma, completo cioè di nome e cognome, ed anche di numero telefonico. Se la destinataria sarà una persona gentile vi chiamerà, almeno per ringraziarvi, e se son rose… fioriranno! Ai clienti segnalate (con il dovuto garbo), che anche se le rose non fioriranno, comunque saranno risultati persone eleganti, corrette, mature e forse rimpiante nel futuro, ma si sa, «passato il treno …!». Buon biglietto a tutti!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

  

 

[Tratto da IL FLORICULTORE, Settembre 2008]

Anny Pellecchia

>> Cresciuta nello storico negozio di fiori di famiglia a Salerno e in un giardino incantato realizzato da mio padre Ugo Pellecchia non potevo che continuare la tradizione e scrivere le mie "Riflessioni tra i fiori" per Il Floricultore. Perché il mondo del verde ha sempre qualcosa da raccontare!

       

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