
La scelta è caduta su piante delle valli e frutti dimenticati. È uno dei tanti valori simbolici presenti nel nascente Bosco della Memoria, ideato proprio per non dimenticare le vittime del Covid-19. Bergamo, la città più colpita dalla prima ondata della pandemia, simbolo nazionale se non addirittura mondiale dell’immane tragedia che sta ferendo l’umanità intera, ha adottato il progetto dell’Associazione Comuni Virtuosi che porterà, entro il prossimo autunno, alla piantumazione complessiva di circa 750 tra alberi e arbusti presso il Parco della Trucca, un’area verde prossima al Papa Giovanni XXIII, il presidio sanitario più coinvolto nella lotta al virus.

Il valore simbolico dell’intervento è fortissimo: contrapporre un’immagine di speranza e di futuro alla disperazione e al dramma. «È un lavoro collettivo, che si avvale dei risultati del dialogo con i vivaisti e i floricoltori della zona», ha spiegato Roberto Reggiani, agronomo che sta curando la scelta delle specie e delle varietà. Saranno privilegiati alberi come querce, faggi, carpini, aceri, olmi e arbusti come sorbo,
corniolo, viburno, biancospino, rosa canina. Insomma le varietà tipiche della pianura padana. Si ricorrerà anche all’impiego di alberi da frutto, soprattutto quelle specie che rischiano di scomparire, come ad esempio il melo dalla Val Seriana. In occasione della cerimonia d’inaugurazione del 18 marzo, sarà inoltre piantato un grande tiglio proveniente dal vivaio forestale Orto di Zolfo di Monte Cornacchia, donato dal comune virtuoso di Biccari (FG), in collaborazione con ARIF Puglia.
Alla creazione del Bosco della Memoria si può contribuire fattivamente attraverso la campagna di crowdfunding, questo il link per aderire: project/il-bosco-della-memoria/.
© RIPRODUZIONE RISERVATA