
Che i lupi siano fra noi non è più una novità. Erano sull’orlo dell’estinzione negli anni Settanta del secolo scorso. Poi lo sparuto nucleo sopravvissuto in Abruzzo piano piano è risalito lungo il crinale appenninico e ha ripopolato una larga parte del territorio italiano. Oggi i lupi abitano i boschi, ma anche le campagne e si affacciano alle porte dei centri abitati.
Il fenomeno è stato favorito da più fattori: in primis la tutela della specie, ma anche lo spopolamento delle aree interne, l’incremento delle foreste e il proliferare degli ungulati, una preda ambita, hanno concorso all’espansione della specie.
La convivenza tra l’uomo, le sue attività e gli animali selvatici, specialmente i grandi predatori, non è sempre facile. «Il lupo rappresenta un problema sociale», afferma Coldiretti Pistoia. «E questa situazione chiaramente non fa lavorare in tranquillità le maestranze dentro le nostre aziende agricole, che già subiscono da anni gli attacchi agli animali dentro gli allevamenti».
«La zona dell’ultimo avvistamento», chiarisce l’associazione, «è a soli due chilometri da piazza Duomo e le aree urbanizzate sono ancora più vicine. Ad un chilometro, per esempio, ci sono le Fornaci, un popoloso quartiere a Nord della città, oltre a tutta la zona di San Marco».
Per questo, secondo Coldiretti Pistoia, è necessario conoscere l’effettiva consistenza della specie affinché si possano mettere in atto le strategie di gestione più idonee e tempestive, specialmente laddove la presenza sta diventando un serio pericolo per gli agricoltori.
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