Il nostro ricordo di LEO KAPITEIJN, l’olandese amico degli italiani

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Affidiamo a queste parole scritte insieme al giornalista e scrittore Arturo Croci l’ultimo saluto al figlio di uno dei fondatori dell’omonima azienda di Breezand, da quasi un secolo rinomata per la produzione dei bulbi da fiori

 

Martedì 12 Gennaio 2021, all’età di 83 anni, Leo Kapiteijn è mancato ad Anna Paulowna, nell’Olanda del Nord. Un altro grande pezzo di storia del florovivaismo, anche del nostro Paese, se ne va. Per molti anni, infatti, l’azienda olandese più italiana di tutte è stata la KAPITEYN. A proposito, a quanti leggendo queste note si domanderanno se si tratta o meno di un refuso – Kapiteijn/Kapiteyn – occorre precisare che il nome originale della famiglia è Kapiteijn, ma per motivi commerciali, soprattutto perché all’estero non si conosce il dittongo ‘ij’, la denominazione dell’azienda è stata cambiata in Kapiteyn.

Leo (Leonardus Henricus Johannes) parlava non solo benissimo la nostra lingua ma anche molti dialetti, pure complicati, come il piemontese, il milanese e il piacentino. L’azienda, fondata a Breezand (Olanda del Nord) nel 1926 dai fratelli Jan, Adriaan e Cornelis Kapiteijn, è una delle più rinomate nella produzione dei bulbi da fiori. Il padre dei tre ragazzi, Leonardus (Leen) Kapiteijn, aveva lavorato per Fred de Meulder, azienda fondata a Lisse nel 1898 e una delle prime a esportare bulbi in Italia. Le terre nel Nord però risultavano molto più adatte alla coltivazione di bulbi e perciò Leen stimolò i figli a trasferirsi lì e ad aprire un primo stabilimento di coltivazione. Nel 1937 fu realizzato un secondo stabilimento che ospita la sede odierna.

 

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Da sinistra Henk (Enrico) Groenendijk, Leo Kapiteijn, Giuliano Magnani e, in piedi, Giacomo Bruni

 

«Ho conosciuto Cornelis (padre di Leo)», ricorda Arturo Croci, «nel Novembre del 1970 a Cantù presso la sede della Raites di Giacomo Bruni che era un grossista di articoli per fioristi e di bulbi. Cornelis era un “omone” simpatico che viaggiava su una Citroen nera, e che per me era un’auto enorme (poi ne avrei avute due). Era uno dei suoi ultimi viaggi, infatti un anno prima il figlio aveva iniziato con la sua Simca a visitare le aziende italiane da Nord a Sud. Con Giacomo Bruni siamo stati diverse volte in Olanda, e ogni volta si finiva sempre con l’arrivare a Breezand per salutare Leo».

 

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Leo Kapiteijn nello stand della sua azienda al Flormart di Padova negli anni '90 accompagnato dalla moglie Maria e dalla nipote Brenda Kapiteijn
 

L’azienda Kapiteyn è stata anche tra i primi espositori nel nascente Flormart di Padova, nell’ormai lontano 1975. C’è un simpatico aneddoto che lega noi de Il Floricultore a Leo. Non mancava mai di passare a trovarci nel nostro stand e ogni volta appariva col solito grido: «Lavoratoriii!». Sempre accompagnato dal suo sorriso dolce e dall’immancabile spirito goliardico.

«Con la crescita del mercato», ricorda ancora Croci, «sia per i coltivatori che per il pubblico, Leo è stato affiancato da Henk (Enrico) Groenendijk, direttore generale del reparto vendite. La Kapiteyn introduce per prima la scatola espositrice per i bulbi dando un grande slancio alle vendite di ambulanti e garden center. In Italia era la prima azienda fornitrice di bulbi mentre in Europa il più grande produttore di bulbi di giacinto e oggi è rinomata per la sua specializzazione nelle Calle».

 

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Leo Kapiteijn, seduto a sinistra, ritratto con le seconda, terza e quarta generazione dell’azienda di famiglia; in piedi, dietro di lui, alla sua sinistra, il figlio Kees

 

La famiglia Kapiteijn è sempre stata molto unita. Oggi sono diversi i nipoti – si è arrivati alla quarta generazione – che portano avanti la storica azienda. Leo piano piano ha introdotto il figlio Kees e dopo il suo pensionamento, ha passato a lui il testimone per i rapporti commerciali con l’Italia.

Leo, sua moglie Maria, Enrico erano parte del mondo della floricoltura italiana, i floricoltori, gli ambulanti, i garden erano impazienti di incontrarli. Frequentavano le case di quasi tutti i clienti e collaboratori. Era una festa imbattersi in loro nelle occasioni pubbliche, quali il citato Flormart.

Ci mancherà Leo, il suo sorriso, la sua positività, la sua forza di volontà, il suo modo di fare semplice e amichevole … ma nulla è perso! Grazie Leo, noi andiamo avanti con il tuo esempio e ricordo.

 

Alla moglie Maria, ai figli Lisette, Kees e Stendert, ai nipoti, ai collaboratori dell’azienda Kapiteyn le più sentite condoglianze e la vicinanza nella preghiera dai colleghi e amici italiani

 


       

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