L'Unione Europea contro il Tarlo asiatico: in arrivo nuove misure sull'import extra UE

Dal 1° Gennaio 2024 entrano in vigore alcuni Articoli del Regolamento di Esecuzione (UE) 2022/2095, che intensifica la lotta all'Anoplophora chinensis

ddc Anoplophora Tarlo asiatico Tanaka Juuyoh min

 

Purtroppo il Tarlo asiatico (Anoplophora chinensis) non ha bisogno di presentazioni. Il micidiale coleottero è attualmente presente in Asia e in Europa (qui https://gd.eppo.int/taxon/ANOLCN/distribution la mappa in costante aggiornamento a cura dell'EPPO, l'organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante).

Per prevenirne l’introduzione, l’insediamento e la diffusione, lo scorso anno l’Unione Europea ha stilato il Regolamento di Esecuzione 2022/2095, alcuni articoli del quale si applicano a partire dal 1° Gennaio 2024. Vediamo dunque che cosa comportano, premettendo che per «piante specificate» e «piante ospiti» si intendono piante da impianto, il cui fusto o colletto della radice ha un diametro uguale o superiore ad 1 cm nel punto più spesso, di Acer spp., Aesculus hippocastanum, Alnus spp., Betula spp., Carpinus spp., Citrus spp., Cornus spp., Corylus spp., Cotoneaster spp., Crataegus spp., Fagus spp., Lagerstroemia spp., Malus spp., Melia spp., Ostrya spp., Photinia spp., Platanus spp., Populus spp., Prunus laurocerasus, Pyrus spp., Rosa spp., Salix spp., Ulmus spp. e Vaccinium corymbosum.

Le seguenti sono esclusivamente «piante ospiti» e non anche «piante specificate»: Chaenomeles spp., Cryptomeria spp., Ficus spp., Hibiscus spp., Morus spp., Parrotia spp.

Le piante specificate si possono importare da un Paese terzo che abbia comunicato per iscritto alla Commissione Europea che il Tarlo asiatico non è presente nel proprio territorio; le piante ospiti di medesima provenienza devono essere accompagnate da un certificato fitosanitario attestante la stessa cosa alla rubrica «Dichiarazione supplementare».

Le piante specificate possono essere importate anche da Paesi dove è presente l’Anoplophora chinensis, a patto che siano accompagnate da un certificato fitosanitario e vengano sottoposte a un’ispezione ufficiale anche tramite un campionamento distruttivo mirato delle radici e dei fusti, il quale deve interessare il 10% del lotto fino a un massimo di 450 esemplari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

PER SAPERNE DI+

www.fitosanitario.regione.lombardia.it/anoplophora-chinensis

https://gd.eppo.int/taxon/ANOLCN/distribution 

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32022R2095 

http://www.ilfloricultore.it/notizie-on-line/difesa-delle-colture/item/3063-scheda-tarlo-asiatico.html 

 


 

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Francesca Trabella

Giornalista da vent'anni, nel mondo del verde dalla nascita. Ho iniziato come ghost-writer per mio padre, il compianto paesaggista Emilio, per poi intraprendere la mia strada, che mi ha portato dagli studi di lingue alle rubriche di giardinaggio pratico e di psicologia per i periodici femminili, fino alle prestigiose pagine de Il Floricultore, per il quale mi metto in gioco in particolare su trend, marketing e personaggi

 

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