
Il Manifesto per il Biocontrollo, presentato il 15 Aprile 2026 nella Sala Isma del Senato della Repubblica, a Roma, nasce dalla collaborazione tra Agrofarma, Associazione di settore di Federchimica che rappresenta le imprese degli agrofarmaci, e FederBio, Federazione, che riunisce le organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica.
L’obiettivo dichiarato è di creare le condizioni perché il biocontrollo sia uno strumento sempre più accessibile, efficace e integrato nei programmi di protezione delle colture. Dunque non un capitolo a sé, ma una componente strutturale di una nuova agricoltura, chiamata a rispondere contemporaneamente a crisi climatica, nuove pressioni fitosanitarie, instabilità geopolitiche e crescente richiesta di sostenibilità lungo tutta la filiera.
All’interno del Manifesto sono inserite cinque proposte chiave:
«Il Manifesto per il Biocontrollo segna un passaggio decisivo per incentivare la diffusione del biologico, offrendo soluzioni avanzate fondate sui principi dell'agroecologia, accompagnando l'agricoltura italiana verso un modello più sostenibile e resiliente e promuovendo un dialogo costruttivo con la politica e le istituzioni», sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
«Le nostre Imprese sono da tempo impegnate su questo fronte, basti pensare che oggi i prodotti utilizzabili anche in agricoltura biologica rappresentano il 20% del totale degli agrofarmaci presenti sul mercato», è la dichiarazione di Paolo Tassani, Presidente di Agrofarma.
L’autentico valore del Manifesto è soprattutto questo: fare in modo che una convergenza culturale non sia solo un’affermazione di principio, ma si traduca in una proposta operativa capace di investire l’intero settore.
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