COVID - È di Rose Barni 'La Cura', nuovo ibrido per celebrare l'impegno degli infermieri

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Beatrice Barni con l'ibrido 'La Cura' creato dalla storica floricoltura pistoiese

 

Il lavoro per la sua creazione è iniziato nel 2020, in piena pandemia. Due esemplari sono stati donati all’Ordine delle professioni infermieristiche di Firenze e Pistoia

 

Si chiama 'La Cura', la nuova rosa entrata nel catalogo di Rose Barni, che da fine ’800 si arricchisce di nuovi esemplari. È stata donata ufficialmente all’Ordine delle professioni infermieristiche di Firenze e Pistoia in occasione degli eventi organizzati per la Giornata internazionale dell’infermiere.

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«Siamo partiti quattro anni fa, nell’estate del 2020, in pieno Covid», racconta Beatrice Barni, cotitolare, insieme al cugino Vittorio Barni, dell’azienda Rose Barni, «da un’idea dell’infermiere Francesco Branchetti, che venne al vivaio e ci chiese se fossimo disponibili a celebrare con un fiore l’impegno eccezionale della categoria nel periodo pandemico. Abbiamo subito accolto la richiesta con entusiasmo e lavorato a un nuovo ibrido che potesse riassumere le caratteristiche della professione infermieristica. Si tratta di una rosa a cespuglio a mazzi, ottenuta ibridando altre nostre rose. Una pianta molto forte e resistente, che non crea fiori singoli, ma a mazzi, un po’ a simboleggiare il lavoro di squadra essenziale in sanità. I fiori sono poi di colore rosso, a simboleggiare la vita: un rosso scuro nella fasa del boccio, che poi vira sul chiaro, con toni vellutati».

 

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