Eva, da dove arrivano le vostre piante?
Direttamente dal Giappone. Sono esemplari più o meno finiti che arrivano in zolla. Una parte è messa subito in vaso, un’altra invece è posta a dimora nei ventimila metri quadrati che abbiamo destinato alla produzione in pieno campo.
Qui chi si prende cura delle piante?
Innanzitutto il mio socio, Aurelio De Capitani, che è uno dei maggiori bonsaisti d’Europa. Insieme a lui lavorano due altri esperti, cresciuti seguendo le sue orme.
Come si svolge il vostro lavoro?
Più volte all’anno andiamo in Giappone, visitiamo i vivai, scegliamo le piante migliori, le acquistiamo e le importiamo. Siamo stati tra i primi e ciò che ancora oggi ci caratterizza è il fatto che restiamo l’unico centro in Europa di queste dimensioni specializzato esclusivamente in macrobonsai. I nostri concorrenti sono vivaisti generici che trattano anche qualche esemplare di “niwaki”, noi invece facciamo solo questo.
Chi sono i vostri clienti?
Giardinieri, vivaisti, architetti del paesaggio e garden center. Non vendiamo al privato. E non progettiamo giardini. Però offriamo tutta la consulenza necessaria, suggerendo il substrato più adatto da usare o le modalità di irrigazione.
Quanto conta la componente emozionale nel vostro prodotto?
Moltissimo. Leggo l’emozione negli occhi delle persone mentre si aggirano per il vivaio. Un macro bonsai è simile a un’opera d’arte. E nel nostro cliente c’è la consapevolezza di acquistare un pezzo unico, dietro al quale c’è una storia lunga anche cento anni. Tre generazioni di giardinieri in Giappone si sono succedute e hanno prestato cure amorevoli allo stesso esemplare. E a volte noi continuiamo a fare la stessa cosa per altri cinque o sei anni. Chi esce da qui non ci si porta a casa solo una pianta, ma un’autentica scultura vivente che continuerà a trasformarsi e a cambiare colori.
Il resto dell’intervista sul numero di Maggio-Giugno 2016 de Il Floricultore
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Eva Forlani e Aurelio De Capitani del Vivaio Nippon Tree di Anzano del Parco, in provincia di Como