Vivaismo, alberi e salute: una filiera chiave per il benessere delle nuove generazioni
La qualità del verde influisce sulla salute umana, in particolare su quella dei bambini, ma per fornire servizi ecosistemici anche il verde deve essere in salute. L’efficacia futura delle piante nasce in vivaio, dove occorre prestare attenzione alla qualità genetica, alla diversità specifica e alle corrette tecniche di produzione e gestione del materiale vegetale

Prosegue nel 2026 la collaborazione con l’Accademia Italiana di Biofilia, Ente tecnico-scientifico no profit volto alla ricerca, alla formazione e alla consulenza, composto da una rete interdisciplinare di esperti. Questo mese ospitiamo l’intervento del professor Francesco Ferrini
di Francesco Ferrini
Professore Ordinario di Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree all’Università degli Studi di Firenze
Presidente del Comitato Scientifico Accademia Italiana di Biofilia (AIB)
La letteratura scientifica più recente evidenzia come la qualità del verde urbano influisca direttamente sulla salute umana, in particolare su quella dei bambini. Alberi e spazi verdi non sono meri elementi decorativi, ma autentiche infrastrutture sanitarie preventive, in grado di ridurre l’esposizione all’inquinamento, attenuare gli stress ambientali e sostenere lo sviluppo fisico e cognitivo fin dall’infanzia.

Numerosi studi mostrano che i bambini cresciuti in contesti ricchi di verde presentano minori livelli di obesità, migliori capacità attentive e una riduzione dei disturbi legati allo stress e al deficit di attenzione. Benefici significativi emergono anche in ambito prenatale, poiché la prossimità ad aree verdi è associata a un minor rischio di parto prematuro e a migliori condizioni di salute alla nascita, grazie alla capacità degli alberi di filtrare gli inquinanti, ridurre il rumore e migliorare il microclima. In questo scenario, il vivaismo assume un ruolo centrale e non più marginale. La salute del verde inizia infatti in vivaio. Qualità genetica, diversità specifica, corrette tecniche di produzione e gestione del materiale vegetale determinano l’efficacia futura delle piante nel fornire servizi ecosistemici. Alberi e arbusti stressati, mal conformati o non idonei al contesto di impianto riducono drasticamente i benefici attesi e aumentano i costi di gestione nel medio-lungo periodo.
La salute del verde inizia in vivaio
Per i vivaisti, ciò significa contribuire attivamente alla salute pubblica attraverso:
● la selezione e la produzione di alberi strutturalmente ben conformati e resistenti alle principali avversità biotiche e abiotiche elementi chiave per la funzionalità dell’albero nel tempo;
● la diversificazione delle specie, per aumentare stabilità ecologica e biodiversità.

Il vivaismo moderno è dunque chiamato a instaurare un dialogo sempre maggiore con progettisti, amministrazioni pubbliche e con il settore sanitario, superando una visione settoriale e autoreferenziale. In tale prospettiva, esso si inserisce a pieno titolo all’interno di un approccio sistemico e integrato riconducibile alla visione “One Health”, nella quale la salute dell’uomo, quella delle piante e l’equilibrio dell’ambiente non sono considerate entità separate, bensì dimensioni profondamente interconnesse e interdipendenti. Questa impostazione riconosce il ruolo centrale della filiera vivaistica nella promozione del benessere collettivo, nella prevenzione delle criticità ambientali e nel miglioramento della qualità della vita, evidenziando come la cura degli ecosistemi vegetali contribuisca in modo diretto e sostanziale alla salute globale del pianeta e delle comunità umane.

Produrre alberi di qualità oggi significa dunque investire nel benessere delle città di domani. Un compito tecnico, ma anche culturale, che pone il vivaismo al centro delle sfide ambientali e sociali contemporanee.
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