NOTE PERSONALI - In ricordo del Professor Angelo Garibaldi, pilastro della fitopatologia italiana
Conosciuto come “Dottor Fiori”, ha dedicato oltre sessant’anni alla ricerca, all’insegnamento e al sostegno concreto del mondo agricolo e florovivivaistico, Ospitiamo una memoria del giornalista Arturo Croci, che ne è stato amico e con lui ha condiviso momenti importanti nel campo della divulgazione scientifica

Il Professor Angelo Garibaldi, professore emerito di Patologia vegetale presso l’Università di Torino, è scomparso il 9 Luglio 2026 all’età di 88 anni.
Nato il 7 Aprile 1938 a Cipressa (Imperia) da una famiglia di floricoltori, ha dedicato oltre sessant’anni alla ricerca, all’insegnamento e al sostegno concreto del mondo agricolo e florovivivaistico, meritandosi l’affettuoso soprannome di «Dottor Fiori». Ha formato centinaia di studenti e ricercatori, molti dei quali hanno conservato con lui un legame affettuoso e continuativo anche dopo la laurea. Chi lo ha conosciuto ne ricorda la signorilità, la gentilezza, l’attenzione verso le persone, la pazienza e la straordinaria disponibilità, qualità che ha mantenuto fino agli ultimi mesi di vita.
CONTRIBUTI SCIENTIFICI
Garibaldi è stato uno dei massimi esperti internazionali di malattie delle piante ornamentali, con una produzione scientifica che supera le 1.200 pubblicazioni. Ha individuato e descritto centinaia di nuovi patogeni, coniugando ricerca di base di altissimo livello con applicazioni concrete, trasferimento tecnologico e divulgazione. La sua attività si è concentrata in particolare su: Biologia, epidemiologia e lotta ai parassiti di piante ornamentali, orticole e della vite; Strategie di lotta biologica e alternative ai fitofarmaci; Malattie del terreno e dell’apparato epigeo. Uno dei suoi contributi più noti riguarda le ricerche sulle malattie del Basilico ligure, che hanno permesso di salvaguardare una coltura iconica. Ha risolto innumerevoli problemi fitosanitari per gli agricoltori, sentendosi loro vicino anche per le sue origini familiari.
EREDITÀ UMANA E SCIENTIFICA
Colleghi e stretti collaboratori, tra cui la Professoressa Maria Lodovica Gullino, il Professor Massimo Pugliese e il Professor Marco Devecchi, hanno sottolineato la sua passione, l’entusiasmo, l’energia inesauribile e la capacità di guardare sempre avanti. È ricordato come pioniere nella comunicazione della scienza e nel dialogo tra università e mondo produttivo.
RICORDO PERSONALE
Ho incontrato per la prima volta il Professor Garibaldi nel 1980 all’Università di Barcellona, in occasione di un congresso dell’I.S.H.S. sui substrati di coltivazione. Era appena stato nominato professore ordinario e viaggiava con la sua assistente, la Dottoressa Maria Lodovica Gullino. Già allora la sua reputazione aveva ampiamente superato i confini nazionali ed era considerato il massimo esperto mondiale di Fusarium del Garofano. Negli anni successivi avrebbe divulgato la solarizzazione e la fungistasi.
Con lo spostamento delle coltivazioni di Garofano in Colombia, Kenya e altri Paesi, si è dedicato allo studio e al controllo di numerose patologie delle piante ornamentali. Sei anni dopo, ad Albenga, ho conosciuto la consorte, la Professoressa Elena Accati. È così iniziata una lunga e proficua collaborazione professionale con entrambi, che ha portato benefici concreti al florovivaismo e al giardinaggio italiani. Elena Accati ha introdotto all’Università di Torino l’insegnamento di Architettura del paesaggio e ha pubblicato con la mia casa editrice diversi testi scientifici divulgativi. Il Professor Garibaldi ha poi fondato Agroinnova: come editore ho pubblicato per suo conto la rivista "Protezione delle Colture" e il volume annuale “Incontri Fitoiatrici”, pubblicazione proseguita fino al 2005 e successivamente continuata con ACE 2 del Dottor Aldo Colombo.
Era piuttosto insolito che marito e moglie fossero entrambi docenti e ricercatori di così alto livello nel settore florovivaistico. Per questo motivo, nel Settembre 1998, il Dottor Carlo Calì, presidente dell’Associazione Culturale “I Fiori di Giarre dell’Etna”, ha assegnato per la prima volta nella sua storia il Premio Internazionale “Il Garofano d’Argento” congiuntamente ad Angelo Garibaldi e Elena Accati (la seconda volta è stata nel 2024, con Pere Papasseit e Alicia Namesny).
L’amicizia con Angelo Garibaldi, nata casualmente nel 1980, è proseguita fino alla sua scomparsa. Negli ultimi tempi eravamo in contatto tramite i social, dove ammiravo il suo bel giardino biellese. Quando ho appreso la notizia della sua morte, mi sono messo in contatto con un comune amico, il Professor Giovanni Serra e in un attimo abbiamo rivissuto insieme alcuni bei momenti condivisi.
Nel comunicare la triste notizia ho scritto: Grazie Angelo, sei stato e rimani un grande: come uomo, come maestro e come amico. Angelo siamo tutti con te e con la tua famiglia, soprattutto adesso. Che la terra ti sia lieve e si copra di quei fiori che hai tanto amato, studiato e curato per tutta la vita. Un grande maestro e un autentico uomo di scienza se n’è andato, lasciando un’eredità duratura nella fitopatologia e nell’agricoltura italiana.
Viva la vita.
Arturo Croci
Angelo Garibaldi (1938-2026)
Carriera accademica e ruoli istituzionali
- Laureato con lode in Scienze Agrarie all’Università di Torino.
- Professore ordinario di Fitoiatria dal 1980 al 2010.
- Preside della Facoltà di Agraria (1990-1996).
- Pro-Rettore dell’Università di Torino (1996-2004, durante il rettorato del Prof. Rinaldo Bertolino).
- Fondatore e Presidente del Centro di Competenza Agroinnova dal 2002 al 2025.
La Direzione e la Redazione de Il Floricultore – unitamente ad Arturo Croci, a tutti gli amici lettori e ai colleghi del settore florovivaistico –
esprimono gratitudine per il contributo che il Professor Angelo Garibaldi ha dato al settore e porgono le più sentite condoglianze alla famiglia















