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Rinnovo CCNL operai agricoli e florovivaisti, soddisfazione delle associazioni di categoria

Il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro interessa quasi 170 mila imprese e oltre un milione di lavoratori e definisce aumenti salariali per il biennio 2026-2027. I commenti di Coldiretti e Confagricoltura

 

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Giovedì 28 Maggio, presso la sede di Confagricoltura a Roma, è stato siglato l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale degli operai agricoli e florovivaisti per il quadriennio 2026-2029. Era scaduto il 31 dicembre 2025. Interessa quasi 170.000 imprese e oltre un milione di lavoratrici e lavoratori, per i quali è previsto un aumento salariale del 5,1% in due tranche.

«Il rinnovo appresenta un passo importante sia sul fronte salariale, sia su quello delle tutele e della stabilità del lavoro», afferma Coldiretti. Tra le principali novità introdotte c’è il rafforzamento del welfare contrattuale, con l’estensione di diverse prestazioni anche agli operai agricoli a tempo determinato, e una nuova tipologia di contratto a termine di durata triennale, pensata per offrire maggiore stabilità sia alle aziende, sia ai lavoratori. Le imprese potranno infatti contare su rapporti di lavoro più continuativi, mentre i dipendenti avranno la garanzia di un impiego per un periodo più lungo, pur mantenendo la natura a termine del contratto. «L’obiettivo ora», prosegue Coldiretti, «è ottenere il riconoscimento delle agevolazioni contributive previste per le assunzioni a tempo indeterminato anche per questa nuova forma di stabilizzazione del lavoro agricolo».

Soddisfazione è stata espressa dal vicepresidente di Confagricoltura con delega al lavoro, Sandro Gambuzza. «Nonostante l’aumento dei costi di produzione e le difficoltà d’approvvigionamento delle materie indispensabili all’attività produttiva, abbiamo voluto dare un segnale concreto ai nostri collaboratori e dipendenti, consapevoli dell’importanza che il fattore umano riveste per le aziende agricole italiane, soprattutto in un periodo come questo, in cui l’incertezza derivante dal contesto internazionale richiede un maggiore impegno produttivo per rimanere competitivi».

«Le imprese», chiosa il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, «hanno fatto la loro parte, non senza importanti sacrifici, pur in un momento di difficoltà. Ora ci aspettiamo interventi legislativi che possano accompagnare il rinnovo contrattuale favorendo la stabilizzazione occupazionale in agricoltura».

 


 

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Redazione IL FLORICULTORE

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