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A Leonardo Capitanio il Premio Montezemolo 2025

Il noto imprenditore, alla guida dell’azienda di famiglia, in quel di Monopoli (BA), ha ricevuto il riconoscimento durante il XIX Congresso nazionale dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali

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Leonardo Capitanio con i figli Francesco e Stefano alla consegna del premio da parte del presidente Conaf Mauro Uniformi (a sinistra) e del suo vice Renato Ferretti 

 

L’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali ha assegnato il Premio Montezemolo 2025 a Leonardo Capitanio, amministratore legale di Vivai Capitanio a Monopoli (BA) e presidente AIPH-Associazione Internazionale dei Produttori Florovivaistici.

La consegna è avvenuta durante il Congresso nazionale dell’Ordine, a Roma. Il Premio Montezemolo è un riconoscimento concesso a una figura che si è particolarmente distinta per la sua dedizione e i risultati raggiunti nel mondo dell’agricoltura, dell’ambiente e del territorio.

«Negli anni, il Premio Montezemolo ha avuto la capacità di tracciare un percorso, evidenziando storie di successo che, prima che personali, sono best practice», spiega Mauro Uniformi, presidente CONAF. «Esperienze in cui le idee, le competenze professionali e la capacità imprenditoriale di raccogliere e vincere le sfide si sono coagulate in casi di successo che fanno da faro per l’intero settore. L’esempio di Leonardo Capitanio e della sua azienda si inserisce perfettamente lungo questo solco, dimostrando come il settore florovivaistico italiano sappia essere competitivo su scala globale e, nel contempo, abbia ancora grandi potenzialità di crescita».

 

«Questo Premio mi riempie d’orgoglio. Non lo ricevo come la celebrazione di un successo personale, ma come attestazione della forza innovativa di un settore vivace e florido com’è quello del florovivaismo italiano», è il commento di Leonardo Capitanio. «Ho imparato che conta poco guardare alle sfide già vinte, mentre è fondamentale prepararsi a fronteggiare le prossime. Instabilità politica globale, nuovi mercati emergenti, mutamenti nelle politiche commerciali fra Stati, armonizzazione normativa internazionale, cambiamento climatico e nuove fitopatie sono solo le criticità più evidenti che impattano sulle scelte strategiche di questo settore. Sono sfide ardue quanto stimolanti e sono certo che il settore florovivaistico italiano abbia le capacità per mantenere una leadership internazionale. Per farlo, però, si deve investire sulle competenze professionali, sull’aggiornamento continuo, sulla volontà di lavorare come fronte comune. Perché ogni seme piantato ieri e ogni pianta che cresce oggi è un atto di fiducia nel domani».

Congratulazioni dalla Direzione e Redazione de Il Floricultore!

 

 

 


 

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