Biocontrollo, da Agrofarma e FederBio un manifesto per una svolta concreta
Presentato a Roma, il documento si propone di aprire un confronto efficace per coniugare difesa delle colture, sostenibilità, innovazione e competitività. In sostanza per scrivere il futuro dell’agricoltura

Il Manifesto per il Biocontrollo, presentato il 15 Aprile 2026 nella Sala Isma del Senato della Repubblica, a Roma, nasce dalla collaborazione tra Agrofarma, Associazione di settore di Federchimica che rappresenta le imprese degli agrofarmaci, e FederBio, Federazione, che riunisce le organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica.
L’obiettivo dichiarato è di creare le condizioni perché il biocontrollo sia uno strumento sempre più accessibile, efficace e integrato nei programmi di protezione delle colture. Dunque non un capitolo a sé, ma una componente strutturale di una nuova agricoltura, chiamata a rispondere contemporaneamente a crisi climatica, nuove pressioni fitosanitarie, instabilità geopolitiche e crescente richiesta di sostenibilità lungo tutta la filiera.
All’interno del Manifesto sono inserite cinque proposte chiave:
- la prima è la richiesta di una definizione armonizzata del biocontrollo a livello europeo, prerequisito indispensabile per evitare ambiguità normative;
- il secondo punto riguarda il processo autorizzativo: il Manifesto evidenzia che i tempi per l’autorizzazione di nuovi agrofarmaci, inclusi quelli per il biocontrollo, sono oggi circa tre o quattro volte superiori rispetto a quanto previsto dalla normativa;
- il terzo punto investe la formazione, giudicata decisiva;
- il quarto concerne il ruolo della PAC, che è lo strumento più adatto per incentivare la diffusione del biologico nei sistemi produttivi;
- il quinto punto riguarda la ricerca pubblica, che ha bisogno di essere sostenuta con maggiore decisione.
«Il Manifesto per il Biocontrollo segna un passaggio decisivo per incentivare la diffusione del biologico, offrendo soluzioni avanzate fondate sui principi dell'agroecologia, accompagnando l'agricoltura italiana verso un modello più sostenibile e resiliente e promuovendo un dialogo costruttivo con la politica e le istituzioni», sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
«Le nostre Imprese sono da tempo impegnate su questo fronte, basti pensare che oggi i prodotti utilizzabili anche in agricoltura biologica rappresentano il 20% del totale degli agrofarmaci presenti sul mercato», è la dichiarazione di Paolo Tassani, Presidente di Agrofarma.
L’autentico valore del Manifesto è soprattutto questo: fare in modo che una convergenza culturale non sia solo un’affermazione di principio, ma si traduca in una proposta operativa capace di investire l’intero settore.
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