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Chi di verde ferisce… Assofloro Lombardia

sulle palme in Piazza Duomo

 

Dati alla mano, l’Associazione spiega perché sarebbe stato meglio impiegare alberi differenti

 

Assofloro Lombardia, con una lettera a firma del presidente Nada Forbici indirizzata a Pierfrancesco Maran, assessore all’urbanistica e al verde del Comune di Milano, interviene nel dibattito riguardante l’allestimento con piante esotiche di Piazza Duomo. Lo fa a distanza di tempo e di proposito – precisa l’associazione di categoria – perché l’intento è di proporre osservazioni che non risultino dettate «da ideologismi politici o estremismi green».

Secondo Assofloro «sarebbe stato più opportuno non “inventare” nulla di nuovo, quanto piuttosto prendere spunto da impostazioni di realizzazioni e sistemazioni a verde già esistenti». Ma al di là dell’aspetto estetico, pone l’accento sulla capacità delle piante di assolvere a funzioni e benefici per la salute dei cittadini e l’ambiente.

Riprendendo alcuni dati emersi durante il congresso “RespiraMI – Air pollution and our health”, svoltosi il 27 e 28 gennaio proprio a Milano, viene ricordato il ruolo fondamentale delle piante per la nostra vita. Di conseguenza risulta importante la scelta appropriata di quelle specie-varietà vegetali in grado di garantire in modo efficace funzioni essenziali: assorbire anidride carbonica, catturare le polveri sottili, mitigare le isole di calore.

Da qui, l’affondo: «le palme non risultano in grado, se non in modesta quantità, di apportare i benefici indicati. Pertanto, andavano ricercate ed impiegate specie vegetali quali, ad esempio, carpino, acero, ciliegio, frassino, quercia, ontano, tiglio: specie vegetali tipicamente autoctone».

Quello di Assofloro è un intervento competente e profondo, che prende le distanze dalle effimere e a tratti folcloristiche polemiche delle passate settimane. Al riguardo vi invitiamo a leggere l’articolo pubblicato sul numero di Marzo 2017 de IL FLORICULTORE intitolato “Tra palme e banani cresce l’insostenibile leggerezza di Milano”.

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