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business meeting foto lettertag.com min

Budget? Yes I can!

 

Spesso si finisce per confondere previsione e pianificazione. Fare budgeting è invece definire obiettivi e programmare iniziative per raggiungerli. Misurando così la gestione

 

di Franco Spinelli*

  

Con l’inizio del nuovo anno in tutte le aziende dovrebbe circolare il budget 2014, vero e proprio punto di riferimento per l’intera attività di programmazione e controllo. Come ormai ho imparato in oltre 30 anni di professione, il condizionale è d’obbligo perché l’attività di budgeting, nonostante sia il fulcro di una corretta gestione d’impresa, non è ancora particolarmente diffusa tra le aziende agricole del nostro Paese e continua ad essere considerata un optional!

Dando per scontata la stesura del budget 2014, vorrei solleticare la vostra curiosità con una domanda a brucia pelo: siete sicuri di sapere cosa significhi esattamente “eseguire un budget”?

Proviamo a fare un po’ d’ordine cominciando subito a dire che il budget è un’attività di programmazione e non di previsione. Sottolineo questo concetto perché nella pratica constatiamo che molte aziende pensano di predisporre un budget, ma in verità non lo fanno. Ciò perché si confonde il concetto di “programmazione” con quello di “previsione”. L’attività di budgeting si differenzia in modo sostanziale da quella di previsione. Sottintende infatti un atteggiamento attivo nei confronti delle circostanze future, mentre la previsione ne sottintende uno passivo. Proviamo a fare un esempio semplice. Supponiamo che un imprenditore, nel momento in cui deve pensare al nuovo anno, debba decidere se produrre o meno una determinata coltura. L’imprenditore che programma – e quindi assume un atteggiamento attivo – si focalizzerà su ciò che intende coltivare, definendo obiettivi e pianificando, di conseguenza, iniziative idonee a raggiungerli.

Al contrario, l’imprenditore che si limita a “prevedere” – assumendo quindi un atteggiamento passivo – focalizzerà la propria attenzione esclusivamente sui fattori esterni, a prescindere da quello che intende raggiungere.

Si tratta di differenti comportamenti che conducono inevitabilmente a differenti conseguenze. L’imprenditore che ragiona in termini di “programmazione” sa infatti quello che vuole: si è posto degli obiettivi e pertanto sarà preparato a tutte le variabili esterne in quanto le ha considerate precedentemente. L’imprenditore che, al contrario, ragiona in termini di “previsione”, non si pone obiettivi da raggiungere e pertanto finisce in completa balia delle variabili esterne.

Risulta evidente allora, che il budget si qualifichi come attività di “programmazione”.

Non a caso, sotto il profilo aziendale, il budget si definisce come “un insieme di obiettivi che l’azienda si pone di raggiungere entro un lasso di tempo prefissato”, solitamente coincidente con l’anno solare).

Purtroppo molte aziende pensano ancora al budget come una previsione degli scenari futuri. I ragionamenti tipici sono del tipo: «Prevediamo di aumentare le vendite del 5%», oppure, «prevediamo di ridurre i costi produttivi del 2%». Anche la persona meno esperta può immediatamente capire che, così facendo, l’azienda fa un mero esercizio teorico e non programma alcunché! Va da sé che il budget, se predisposto in questi termini, non serve a niente: se non ci sono obiettivi e programmi, infatti, il budget non è misurabile e quindi non può essere sottoposto a controllo.

In questo senso diventa fondamentale verificare gli scostamenti nel tempo dei risultati ottenuti rispetto al programma degli obiettivi prefissati, per correggere la rotta in tempo utile. Addirittura sarebbe importante costituire un “comitato di budget” a cui partecipano i diversi responsabili di area, in modo che ognuno di essi abbia un ruolo attivo sia in fase di stesura che di successivo controllo.

Siete ancora sicuri di aver predisposto per l’anno 2014 un budget corretto, basato sugli obiettivi anziché sulle previsioni?

 [Tratto da IL FLORICULTORE, Gennaio-Febbraio 2014]

 


 

* PER SAPERNE DI+

Spinelli & Associati è una società di consulenza manageriale, fondata dal dott. Franco Spinelli (consulente di management CMC, iscritto ad APCO), che opera su tutto il territorio nazionale da oltre 30 anni. La sede della società è a Firenze, in Toscana. La scelta di rimanere legati a questa regione, come base operativa, è strettamente integrata alla filosofia “fuori dal gruppo” secondo la quale i consulenti devono mantenere un punto di vista esterno che consenta loro di intervenire a più livelli nelle varie aree aziendali, mantenendo – aspetto fondamentale per tutte le attività di lucida analisi – una qualità della vita a misura d’uomo. In questo modo l’intervento esterno può essere in grado di valutare le criticità senza esserne travolto e il consulente può diventare, a tutti gli effetti, agente di cambiamento strategico. La Spinelli & Associati concorda con il cliente interventi personalizzati che possono riguardare le seguenti aree: strategia, programmazione e controllo di gestione, marketing, merger e acquisition, finanza aziendale, organizzazione, produzione, logistica, qualità e ambiente, sistemi informativi, formazione. Chi è interessato a ricevere testi specifici e ad approfondire i temi trattati negli articoli proposti sulla rivista può mettersi in contatto direttamente con l’Ufficio Studi Spinelli & Associati (referente: dott. Lapo Balli, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).

 

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